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CENNI STORICI

Il toponimo "Tamar", spesso usato nelle Prealpi Carniche, si riferisce ad un luogo recintato o chiuso destinato agli animali, predisposto in luoghi dove i pastori avevano necessità di ampliare l’area dei pascoli togliendo la vegetazione.
Nel nostro caso Tamar è uno dei tanti insediamenti abitativi sorti alcune centinaia di anni fa nelle vallate attigue alla Val Tramontina, per la necessità di espandere il territorio dove allevare il bestiame. Ma col passare del tempo, la lontananza dai centri maggiori e la disagevole percorribilità delle vie d'accesso non erano più compensate dalle scarse risorse reperibili in loco. A ciò si aggiunse la miseria e gli stenti provocati dalla guerra del 1915/18 ed i residenti pian piano iniziarono ad abbandonare questi luoghi per trasferirsi a valle o ad emigrare con conseguente lento ma progressivo abbandono delle abitazioni che degradarono e nel giro di pochi decenni andarono in rovina.

Il borgo di Tamar sorge sull'omonimo "ciucol" (sommità) a 660 m. di quota slm, luogo dove i primi insediamenti pastorali temporanei probabilmente risalgono a periodi molto remoti, anche se risulta che i terreni fossero occupati almeno dal 1400, con la finalità di affrancarsi da imposte e servitù.
Ma è nel XVII° secolo che l'insediamento pastorale stagionale diviene anche abitativo in modo permanente. Oggi lo troviamo suddiviso in tre piccoli nuclei di case distanti tra loro poche centinaia di metri, disposti in direzione est-ovest. La consistenza delle strutture presuppone che vi risiedessero un cospiquo numero di abitanti suddiviso in più famiglie.
Il nucleo centrale è certamente la parte più antica di Tamar, esso è caratterizzato da una corte racchiusa da abitazioni, stalle e fienili che rende evidente l’attività pastorizia quale origine dell'insediamento, che già alla fine '600 ospitava tre famiglie.
Il borgo era raggiungibile da Tramonti di Sotto (toponimo locale: Vil di Zot o Villa di Sotto - capoluogo comunale), solo a piedi in oltre un’ora di cammino, percorrendo una mulattiera un tempo considerata “strada comunale” di collegamento con la frazione di Campone.
Nonostante la vicinanza con l'abitato di Villa di Sotto, le difficoltà nelle vie di comunicazione furono crescente sintomo di disagio, tuttavia il villaggio venne abbandonato solo verso la fine dgli anni ’50. in seguito i vasti prati furono pian piano fagocitati dall’avanzare incontrollato di un fitto bosco di noccioli ed anche le abitazioni, lentamente ma inesorabilmente, subirono il logorio del tempo dovuto alla crescita incotrollata della vegetazione, all'umidità, alle piogge e infine il terremoto del 1976 diede il colpo di grazia provocando il crollo di ciò che rimaneva precariamente in piedi.
Nel 2000, i proprietari di una parte delle case, finalmente favoriti dalla realizzazione di una strada per il servizio forestale, intrapresero importanti lavori di restauro e, con la collaborazione di alcuni amici e numerosi soci CAI della nostra sezione, nel volgere di qualche stagione, ricostruirono alcune strutture e vollero che due vani fossero destinati ad uso Ricovero Escursionistico e gestiti in stretta collaborazione con la Sezione del CAI di San Vito al Tagliamento.
Il ricovero venne annoverato tra i bivacchi del CAI e come tale inaugurato il 30 settembre 2007, venne dedicato a Guglielmo Varnerin che fu tra gli ultimi abitanti a lasciare il borgo.
La festa si svolse alla presenza di numerose autorità del CAI, il Sindaco di Tramonti di Sotto, il Presidente della Fondazione Berti, il Comandante della stazione forestale di Meduno e rappresentanti del Servizio Regionale di Tutela del Suolo Montano, del Parco delle Dolomiti Friulane e della Protezione Civile, ma molto significativa è stata la presenza di oltre duecento escursionisti e del coro del C.A.I. di Spilimbergo che rese più allegra la giornata.
Nella primavera del 2012 sono stati effettuati ulteriori ed importanti lavori di ampliamento e messa in sicurezza dei muri perimetrali ed oggi la struttura aperta agli escursionisti, consta in due salette con una dozzina di posti a sedere ciascuna, riscaldabili con stufe a legna e al piano superiore un camera con otto posti letto a castello.

[Borgo Tamar]
[Borgo Tamar]
[Borgo Tamar]
[Borgo Tamar]
[Borgo Tamar]
[Borgo Tamar]
[Borgo Tamar]
[Borgo Tamar]
[Borgo Tamar]