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Domenica 26 Marzo 2017
Dolomiti - Marmarole Centrali - Calalzo di Cadore
[RIFUGIO CHIGGIATO - 1]
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Per partecipare alle gite è necessario iscriversi presso i Capigita o la segreteria della sezione il martedì o venerdì dalle ore 21.00 alle ore 22.00.

Per questa gita le iscrizioni sono aperte martedì 21 e venerdi 24 marzo.

I Capigita si riservano la facoltà di apportare modifiche a quanto programmato qualora le condizioni meteo o lo stato del manto nevoso lo richiedessero.

ESCURSIONE CON LE CIASPOLE

In collaborazione con la Sezione CAI di Codroipo

Il Rifugio Chiggiato, il cui nome è Rifugio Dino e Giovanni Chiggiato (padre e figlio), fu inaugurato il 27 giugno  1926 e sorge poco ad ovest del Col Negro. Porta il nome dell’alpinista Giovanni Chiggiato, compagno di scalate dei fratelli Fanton. Furono le donne di Calalzo a trasportare in quota, con le gerle, i materiali per edificare il rifugio.
Esso è in posizione panoramica verso il Cadore e le Dolomiti Friulane, ma in particolare verso la lunga catena delle Marmaròle, che è sicuramente uno dei gruppi meno conosciuti e frequentati delle Dolomiti, qui la montagna è rimasta ferma ai tempi dei pionieri e solo i camosci vivono indisturbati. Campanili, guglie e cime formano la straordinaria ossatura principale del gruppo, tra le quali la più elevata è il Cimon del Froppa m. 2.932.

Raggiunto il centro di Calalzo di Cadore si imbocca la strada che si addentra nella chiusa e poetica Val D’Oten parcheggiando nei pressi della chiesetta della Vergine di Caravaggio (m. 823).
Ci incamminiamo seguendo il segnavia CAI 261 svoltando poco dopo a destra sulla strada che risale a lungo la Val Vedessana fino in località “la Stua” (m.1164). Si prosegue per comoda carrareccia fino ai rustici tabià di Costapiana (m.1337), poi per sentiero si prosegue nel  bosco, che si apre a tratti con viste sulla lontana catena degli Spalti di Toro verso sud e sul più vicino Cimon del Fraoppa a Nord.
A quota 1580 m. si incontra un capitello dedicato alla Madonna: "Fermati o passeggero e il capo china per venerare dal ciel la Gran Regina", che ricorda il passaggio del Papa Giovanni Paolo II il 19-7-1988. Proseguendo, poco oltre si trova la variante che raggiunge la Casera d’Aierón, che noi trascureremo continuando sul sentiero che piega sinistra fino ad uscire dal folto della vegetazione dove esso compie un largo giro sul prato sottostante al Col Negro (raggiungibile in 10 minuti se la neve lo consente) passando nei pressi di due vecchie baite. In breve si raggiunge il culmine con un’ultima ripida rampa che lascia intravedere la bandiera del rifugio.
Si giunge quindi in una zona prativa dove a destra si trova Capanna Frescura-Rocchi, di proprietà della Sez. CAI di Calalzo poi, con una breve discesa, si raggiunge l’antico edificio del Rifugio Chiggiato (m.1911), sito in posizione oltremodo panoramica, permette allo sguardo di spaziare dalle Marmarole all’Antelao, alle Dolomiti Friulane oltre il Lago artificiale di Centro Cadore, con il Duranno, i Monfalconi, il Cridola, le Alpi Carniche con il Bivera e i Brentoni.
Ritorno per la via di salita.

Accesso in auto: da Tai di Cadore si prosegue verso Pieve di Cadore e giunti nei pressi Calalzo si svolta a sinistra, si attraversa l’abitato e si va ad imboccare la stradina che si inoltra nella Val D’Oten sino alla chiesetta della Madonna di Caravaggio dove si lasciano le auto.

Difficoltà: EAI
Dislivello: m. 1100
Carta Tabacco n° 16
Trasporto: mezzi propri
Equipaggiamento: adatto alla stagione con ciaspole, bastoncini e guanti.
Trasporto: Mezzi propri

Capigita: Edi Bottosso - Emanuela Pavan