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Da Sabato 28 Luglio a Domenica 29 Luglio 2012
Alpi Retiche Meridionali - Gruppo Ortles-Cevedale
[PUNTA SAN MATTEO - PASSO DEL ZEBRU' - 1]
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Trasporto: corriera

Capigita: Dario Travanut - Antonio Sovran

La valle dei Forni in Valfurva è il punto di partenza ideale di numerose escursioni per traversate in quota.

Questa vallata, che ha inizio nei pressi dell’abitato di Santa Caterina Valfurva, si raccorda con la Valfurva ed è interamente inserita nel territorio del Parco Nazionale dello Stelvio.
Percorrerla significa godere di una splendida vista con, sullo sfondo, l’omonimo ghiacciaio circondato dall’inconfondibile profilo delle famose Tredici Cime tra cui il Palon de la Mare e il San Matteo, dalle quali il panorama spazia come i più affascinanti scenari alpini d’alta quota.
Fino ai 2400 metri la vallata è caratterizzata da boschi di peccio e cembro che poi lasciano spazio alla tipica vegetazione d’alta quota e alle rocce e morene che testimoniano l’antica espansione del ghiacciaio.
Molto ricca è anche la fauna: è facile incontrare le marmotte e sentire i loro caratteristici fischi di allerta; osservare le pernici nel loro mimetismo o farsi incantare dal volo dell'aquila reale.
Il primo rifugio che si incontra è quello omonimo dei Forni che fu realizzato agli inizi del novecento quando il fronte dell’imponente ghiacciaio giungeva ancora fino a quel punto. Proseguendo oltre si giunge al rifugio Branca, oppure, imboccando la Val Cedec, si possono raggiungere i rifugi Pizzini e Casati. 

Sabato 28 luglio: tutti insieme, dal Rifugio dei Forni seguiremo la sterrata che traversa in piano verso Est. Superato il Torrente Cedèc si sale dapprima con moderata pendenza e poi più ripidamente fino al Rif. Branca m. 2.487, nostro punto d’arrivo e pernottamento.
Dislivello: m. 330 - Difficoltà: E

Domenica 29 luglio: i partecipanti potranno essere divisi in due gruppi, A e B.

Gruppo A: a Punta San Matteo m. 3.678.
Dal rif. Branca si scende al Laghetto di Ròsole e poi si sale per tracce di sentiero su morene e rocce con pendenze a tratti ripide. Più in alto si procede su ghiacciaio in alcuni punti crepacciato ed infine alla croce di vetta. Discesa per lo stesso percorso.
N.B.: La via non è tecnicamente difficile ma nemmeno da sottovalutare a causa dell´altitudine e della lunghezza del percorso, e della necessità di percorrenza del ghiacciaio.
È richiesto ottimo allenamento, padronanza del procedere in ghiacciaio con le specifiche attrezzature, buona capacità di orientamento ed esperienza. 
Dislivello: m. 1200 in salita – m. 1500 in discesa
Difficoltà: Alpinistica su ghiacciaio (PD) pend. max. 45°

Equipaggiamento: Piccozza, imbraco basso, moschettoni con ghiera, cordino da ghiacciaio, cordini per autobloccanti ed eventuale sosta, ramponi, viti da ghiaccio, caschetto, pila, scarponi da alta montagna ramponabili, abbigliamento da alta montagna, crema protettiva ed occhiali da ghiacciaio.

Gruppo B: Passo del Zebrù m. 3.010.
Dal rif. Branca si segue il sentiero Glaciologico del Ghiacciaio dei Forni che, lungo il torrente Cedèc sale verso il Rifugio Pizzini-Frattola m. 2.700, il quale sorge alla testata della Valle Cedèc su uno sperone erboso in uno splendido circo glaciale racchiuso a Nord dalla mole del Gran Zebrù, a Est dal Ghiacciaio del Cevedale ed a Ovest verso l’elegante piramide del Pizzo Tresero.
Da qui si raggiunge il passo del Zebrù, maestoso punto panoramico sulla Val Zebrù e tutto il gruppo. Si torna al Pizzini e lungo l’alto e panoramico sentiero che passa per “La Caserma” si raggiunge il Parcheggio dei Forni. In alternativa, dal Pizzini, si può raggiungere il Rifugio Casati m. 3.254 situato in una posizione panoramica con vista sulla Val Martello, Solda e Val Cedec, ai piedi del ghiacciaio del monte Cevedale.
Dislivello: m. 600 in salita – m. 1000 in discesa
Difficoltà: Escursionistica e buon allenamento