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Da Sabato 29 Giugno a Domenica 30 Giugno 2019
Piccole Dolomiti - Gruppo del Carega
[CIMA CAREGA - m. 2259 e RIFUGIO FRACCAROLI - 1]
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[CIMA CAREGA - m. 2259 e RIFUGIO FRACCAROLI - 2]

Per partecipare alle gite è necessario iscriversi presso i Capigita o la segreteria della sezione il martedì o venerdì dalle ore 21.00 alle ore 22.00.

Per questa gita le iscrizioni sono aperte il martedì e venerdì FINO AD ESAURIMENTO DEI POSTI DISPONIBILI.

Vedi il regolamento gite sociali

(Nota: la gita, già programmata per l'1 e 2/06, è stata posticipata al 29 e 30/06 a causa della troppa neve ancora presente)

La Cima Carega è la massima altitudine del Gruppo del Carega. Si tratta di un massiccio delle Piccole Dolomiti, ai confini fra la provincia di Vicenza, la provincia di Verona e la provincia di Trento. La vetta si trova interamente in provincia di Trento e poco sotto la cima sorge il rifugio Mario Fraccaroli

Il massiccio è caratterizzato da versanti scoscesi, in particolare quello meridionale e nord-orientale, ma la parte superiore presenta sia aspetti dolomitici e pareti molto ripide (come nella Costa Media), ma anche le caratteristiche più proprie dell'alpe, con ampi e ondeggianti valloni prativi.

Programma:

I° giorno Dalla nostra sede CAI si raggiunge il paese di Giazza in provincia di Verona a mt 759, che si colloca alla confluenza dei torrenti Revolto e Fraselle, provenienti dalle omonime valli e che formano il Progno d'Illasi.
Il paese si colloca  tra la fine della Val d'Illasi e l'inizio della Valle di Revolto, che termina poco più a nord ai piedi del gruppo del Carega (in territorio trentino). Giazza è nota anche per la grande foresta demaniale, estesa 1900 ettari, anche nei limitrofi comuni di Ala (TN) e Crespadoro (VI) che è stata istituita ufficialmente nel 1911.

Giazza è l'unica località degli antichi Tredici Comuni dove ancora si parla il cimbro, detto localmente tauć (termine che ricalca il tedesco deutsch). Si tratta di una parlata germanica affine al bavarese, portata nel medioevo grazie all'arrivo di coloni provenienti dalla Baviera e dal Tirolo.

Escursione: I partecipanti potranno essere divisi in due gruppi su percorsi con differenti difficoltà. Insieme da Giazza procederanno verso nord fino a poco prima del rifugio Boschetto, m.1096, dove cominciano le escursioni dei due gruppi.

Gruppo A: segue il sentiero n.186 fino al rifugio Revolto, per proseguire fino al passo Pertica,  dopo un paio di minuti dal Rifugio Pertica  m.1522, inizia il sentiero dedicato a Angelo Pojesi, pioniere dell’alpinismo veronese.
Il sentiero diviene un po’ più esposto ed iniziano i primi tratti attrezzati. La prima parte è tutta in sali-scendi, non ci sono particolari difficoltà ma bisogna prestare molta attenzione perché la zona è piuttosto franosa!
Si torna a salire tra i mughi, un facile sentiero alternato da brevi tratti attrezzati. Dopo aver guadagnato circa 300m di dislivello dal Rifugio Pertica si incontrano alcuni tratti di corda metallica in discesa.
Nella parte centrale del sentiero alpinistico inizia l’ultima lunga salita, quella più bella e divertente, incassata tra le pareti, con tratti di corda metallica e pioli più continuativi.
Gli ultimi tornantini di sentiero su prateria rupestre ci portano alla fine del sentiero alpinistico a quota  m.2100. Si continua per cresta sul sentiero della Costa Media fino al Rif. Fraccaroli (m.2230) dove si cena e si pernotta.

Gruppo B: imbocca, attraversando il torrente Revolto, il sentiero n.185 per entrare nella Riserva Naturale degli Orti Forestali di Campobrun,  molto interessanti sotto l’aspetto naturalistico, prosegue fino al  rifugio Scalorbi m.1767 e  poi per il sentiero 192 e 157 fino al rifugio Fraccaroli m.2230.

Si può notare come nell’area sia in atto un ampio progetto di restauro di trincee, fortificazioni e siti significativi per la creazione di un Ecomuseo della Grande Guerra, che sarà diffuso in vari siti delle montagne vicentine e veronesi. Molto interessante il panorama dal rifugio che spazia sulle valli sottostanti il vicino gruppo del Pasubio e i monti di confine.

Dopo un breve riposo dal rifugio Fraccaroli si può raggiungere in poco tempo la cima del monte Carega m.2259 per godersi il tramonto e per i più temerari attendere l’alba nel giorno successivo.

II° giorno

Dal rifugio Fraccaroli di buonora si scende lungo il sentiero n°109 fino al rifugio Scalorbi m.1767 quindi si prosegue lungo il sentiero n°182 fino al Passo delle Tre Croci m.1716 e si segue il sentiero n° 202 fino alle malghe di Fraselle di Sopra m.1630 dove Valeria e gli amici della sezione Cai di Arzignano ci aspettano e dove parteciperemo alla festa e troveremo un pasto caldo. Dopo la sosta riprenderemo il cammino di discesa per il sentiero n°281  per deviare poi per il n.282 che confluisce nel sentiero n.280 e percorrere l’interessante ultimo tratto della val Fraselle,  fino al parcheggio presso l’abitato di Giazza dove ci aspetteranno i pulmini per il rientro.

Difficoltà: gruppo A:   EEA  (Casco, imbraco e set da ferrata omologato)

              gruppo  B:   E

Dislivello: gruppo A e B m. 1200

Tempo di salita: gruppo A e B circa ore 4.00

Tempo di discesa: gruppo A e B circa 7 ore ( compresa la sosta per il pranzo)

Equipaggiamento: da  escursione in montagna

Cartografia:  Tabacco n.056

Trasporti : furgoni da 9 posti    

Capigita: Renato Miniutti, Stefano Brusadin, Paola Giacobuzzi, Paride Zordan

Per informazioni  ed  iscrizioni 349 3708941  (il rifugio ha una disponibilità massima di 27 posti letto).